2017-01-25 11:01:24
Social Advertising: utilità e insidie
Le principali piattaforme social mettono a disposizione circuiti pubblicitari interni. Quali sono le opportunità e quali le insidie?

Fare pubblicità sui social: una grande opportunità ma anche alcuni limiti

Tutte le principali piattaforme di social media mettono a disposizione dell'utente un circuito pubblicitario interno: Facebook Ads, Linkedin Ads, Twitter Ads, Instagram Ads sono nomi che spesso riecheggiano tra chi si occupa di campagne Pay Per Click e chi gestisce quotidianamente i Social Network per conto di clienti.

I clienti: spesso sono proprio loro a chiedere "Possiamo investire 100 euro su Facebook? Devo sponsorizzare il mio evento", oppure "Posso pubblicizzare una foto del miglior piatto del mio ristorante su Instagram?". Eccoli accontentati, in modo molto semplice. Ma attenzione alle insidie.

SOCIAL ADVERTISING: OPPORTUNITÀ

Le piccole / medie attività commerciali sono ben propense a utilizzare i circuiti pubblicitari dei social media: è un ambiente di solito molto familiare e ampiamente flessibile. Tempo fa avevamo parlato dei vantaggi del PPC in generale; ora vediamo in modo più specifico i vantaggi del social media advertising:

  • Scelta accurata del target: per completare il proprio profilo sui social media vengono richiesti nome, cognome, età, città. Oltre a questo c'è la possibilità di inserire interessi (lavorativi e non) e altre informazioni che vanno a confluire in un enorme database. I dati raccolti sono usati per l'advertising: un cliente che decide di sponsorizzare un evento nella propria città può selezionare un target scegliendo sesso, fascia d'età, area geografica, interessi, affinità minimizzando la dispersione e ottimizzando il budget colpendo solo potenziali interessati. In particolare Facebook consente di segmentare su molti livelli il pubblico: per ogni interesse (ad esempio "architettura") si può entrare nello specifico ("architettura d'interni") come in una struttura a matrioska;
  • Scelta del budget: potete impostare il budget che volete, anche 2 euro al giorno;
  • Scelta delle date: decidete voi la data di inizio e fine della vostra campagna;
  • Scelta del tipo di campagna: ad esempio su LinkedIn potete scegliere tra "annuncio sponsorizzato" e "aggiornamento sponsorizzato", su Facebook avete molte possibilità (aumentare i "mi piace" alla pagina, accrescere le interazioni con i post, ottenere click verso il sito web...): la scelta è molto ampia, e deve essere guidata dall'obiettivo;
  • Scelta del posizionamento: feed delle notizie o colonna di destra sono due esempi classici di posizionamento dell'annuncio: si può sceglierne solo uno o girare su tutti;
  • Modalità di vendita: CPC (costo per click) o CPM (costo per mille impressions) sono le due principali modalità di vendita;
  • Monitoraggio semplice: le campagne sono molto semplici da monitorare, e da una schermata si hanno tutti i dati essenziali sull'andamento;
  • Modifiche immediate: è possibile intervenire in modo immediato sulle campagne (stopparle, modificare annunci e date, cambiare il budget etc).

È in particolare la flessibilità di budget a raccogliere ampi consensi: anche la piccola attività può mettere online una campagna pubblicitaria con poche decine di euro.

E le insidie cui abbiamo accennato?

SOCIAL ADVERTISING: LIMITI

Ma non è tutto oro quello che luccica: il social advertising nasconde alcune insidie. Ecco le principali:

  • Dati fasulli: soprattutto su Facebook, molte persone si iscrivono con dati fasulli (città, sesso, età non reali). Anche se in una piccola percentuale, questi dati sfalsati corrispondono a denaro buttato;
  • Target troppo ristretto: in alcuni settori il target risulta eccessivamente ridotto, e una campagna non avrebbe senso se non allargando ad altre categorie di persone;
  • Budget eccessivamente ridotto: investire poco spesso significa investire niente. A fronte di un investimento pubblicitario di pochi euro, i risultati saranno tendenzialmente pari a zero: e cosa succede in tal caso? Il cliente pensa che quel sistema di promozione non sia adatto a lui, e per paura di rischiare abbandona e non ci riprova più;
  • Poco spazio per il testo: di solito si possono usare massimo circa 100 caratteri (variabile a seconda della piattaforma): il messaggio che accompagna l'immagine deve essere quindi molto breve, spesso fin troppo.

Un consiglio? Per le vostre campagne di social media marketing affidatevi ad agenzie o liberi professionisti con esperienza che facciano il vostro interesse: un investimento sbagliato è un investimento perso!

Autore: Claudia Martinelli
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