2017-03-27 11:03:10
HTTPS: quanto è importante per la SEO?
Negli ultimi mesi si è sentito tanto parlare di Google e HTTPS. Ecco le cose da sapere per il posizionamento dei siti internet

Google e fattore sicurezza: ecco perché l'HTTPS è sempre più importante

Sono passati circa 2 anni e mezzo dall'annuncio ufficiale di Google: l'HTTPS dà una spinta maggiore al posizionamento.

Era esattamente il 6 agosto 2014, e sul Google Webmaster Central Blog uscì un articolo dal titolo "HTTPS as a ranking signal"  Tra le varie cose si diceva che la sicurezza è una delle principali priorità di Google e che nel tempo questo aspetto avrebbe avuto un'influenza sempre maggiore sul posizionamento.

Ebbene, quel momento è arrivato: i webmaster e i fornitori di servizi di hosting devono correre ai ripari e garantire connessioni sicure ai propri utenti. Con l'inizio del 2017 Google ha infatti ripreso in mano la questione, incitando nuovamente i webmaster affinché i siti viaggino tramite protocollo protetto.

HTTPS E SEO: L'IMPORTANZA IN 3 RAGIONI

L'HTTPS è importante per tre ragioni principali:

  1. Sicurezza: i consumatori desiderano navigare in sicurezza. L'HTTPS è la giusta risposta a questa domanda, e viene sempre messo più in evidenza in Chrome il quale ora mostra nella barra degli indirizzi se un sito è considerato sicuro o no;
  2. Posizionamento: come annunciato nell'articolo del Google Webmaster Central Blog sopra citato, l'HTTP è un fattore che influisce in modo crescente sul posizionamento del sito internet all'interno dei risultati della SERP;
  3. Implementazione dell'HTTP2: l'HTTPS è un requisito per il passaggio all'HTTP2, la nuova versione del protocollo HTTP che tra le varie cose permette ai siti di caricarsi in modo molto più veloce. 

Ma cosa devono fare i webmasters in ottica SEO nel passaggio da HTTP a HTTPS?

SUGGERIMENTI SEO PER PASSARE DA HTTP A HTTPS

Google ha sempre detto ai webmaster che il passaggio da HTTP a HTTPS è sicuro e non comporta perdite di dati. Bisogna però fare le cose nel modo corretto e assicurarsi di aver comunicato il cambiamento a Google. Ecco alcuni consigli forniti da Google:

  • Munire il proprio sito dell'apposito certificato: singolo, multidominio, wildcard. I certificati vanno acquistati da organizzazioni attendibili e che garantiscono assistenza tecnica;
  • Usare un certificato a 2048-bit: tutti i certificati SSL con chiave di criptazione inferiore a 2048-bit sono stati revocati nel 2014. Questo perché con l'aumento della potenza dei computer, i certificati sotto i 2048-bit sono a rischio hackeraggio, e la crittografia a 2048-bit aiuta a preservare la sicurezza in rete;
  • Usare relative URLs per risorse che risiedono sullo stesso dominio protetto;
  • Non bloccare il sito HTTPS dal crowling tramite robots.txt;
  • Evitare l'uso del no index e permettere che si indicizzi il più alto numero possibile di pagine del sito.

Ulteriori consigli e procedure sono riportate nella guida ufficiale di Google.

HTTPS: COME GOOGLE SALVAGUARDA GLI UTENTI

Google da quest'anno (2017) ha iniziato a mettere in guardia gli utenti sulla sicurezza dei siti che stanno navigando. È sufficiente aprire il browser e digitare la URL del sito per vedere sulla sinistra, prima della URL, una di queste tre icone:

  • Lucchetto verde: il sito è sicuro;
  • Cerchio su sfondo bianco con una "i" all'interno: il sito non è sicuro oppure mancano informazioni;
  • Triangolo rosso: il sito non è sicuro o addirittura pericoloso.

Il supporto di Google ce ne parla molto bene in questa guida. Negli ultimi 2 casi è meglio evitare di inserire password o dati sensibili, come numeri di carte di credito.

Suggeriamo di non allarmarsi inutilmente: se il proprio sito è indicato come non sicuro è perché forse il fornitore di servizi hosting non ha ancora proceduto con l'acquisto dell'apposito certificato. La cosa migliore da fare è contattarlo per avere chiarimenti.

Autore: Claudia Martinelli
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